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MARI

Il confine tra acqua e terra è denominato costa o litorale. Il mare, non essendo solido, presenta vari movimenti delle acque che lo compongono. I principali movimenti sono le onde (generate dal vento, dai terremoti e maremoti ), le maree (dovute all'attrazione di alcuni corpi celesti, principalmente la Luna ed il Sole), e le correnti marine (superficiali e sottomarine, causate dalle diverse temperature dell'acqua). Altri fenomeni marini che determinano dei movimenti delle acque sono gli uragani e le trombe marine.

La condizione del mare, in base all'altezza media delle onde, è determinata dalla scala Douglas:

 Forza Descrizione  Altezza Onde 
 0  calmo  -
 1  quasi calmo  0.00 - 0.10 m
 2  poco mosso  0.10 - 0.50 m
 3  mosso  0.50 - 1.25 m
 4  molto mosso  1.25 - 2.50 m
 5  agitato  2.50 - 4.00 m
 6  molto agitato  4.00 - 6.00 m
 7  grosso  6.00 - 9.00 m
 8  molto grosso  9.00 - 14.0 m
 9  tempestoso  oltre 14.0 m

 

OCEANI

L'oceano è una vasta distesa d'acqua salata, che circonda un continente.
L'insieme degli oceani e dei mari ricopre il 70% della superficie terrestre, ovvero 360.700.000 di km². Di queste 154.800.000 di km² sono nell'emisfero nord e 205.900.000 di km² nell'emisfero sud.
Gli oceani sono tre:
- Oceano Pacifico, 179.700.000km²
- Oceano Atlantico, 106.100.000 km²
- Oceano Indiano, 74.900.000 km²
Una concezione geografica inglese considera come oceano anche il Mare Glaciale Artico (con il nome di Oceano Artico) e l'insieme dei mari che costeggiano l'Antartide (con il nome di Oceano Antartico).

 Temperature medie degli oceani

 Profondità

 60° lat. N

 Equatore

 60° lat. S

 

 Atlantico

 Pacifico

  Atlantico

Pacifico

 Indiano

  Atlantico

 Pacifico

 Indiano

 Superficie

7.0°

4.0°

27.0°

27.0°

27.0°

0.3°

1.0°

0.8°

 -100 m

10.0°

3.0°

21.0°

25.0°

23.0°

0.1°

1.9°

0.6°

 -500 m

8.0°

3.5°

7.0°

8.0°

12.0°

2.5°

1.7°

1.2°

 -1.000 m

6.0°

3.0°

4.0°

4.5°

6.0°

0.9°

2.0°

1.5°

 -3.000 m 

2.0° 

2.0°

2.8°

1.7° 

3.0°

0.3°

0.1°

0.1°

La Terra vista dallo spazio appare come un "pianeta blu": questo colore è dovuto alla presenza degli oceani che coprono la maggior parte della sua superficie (circa il 70%). Gli oceani rappresentano quindi il tipo di ambiente più diffuso sulla Terra. Nonostante ciò, si conosce ancora poco su di essi e molto c'è ancora da scoprire sulle profondità oceaniche poiché si tratta di ambienti che l'uomo non ha mai colonizzato, né totalmente esplorato. Eppure l'importanza degli ambienti oceanici è molto grande, sia per l'equilibrio ecologico del pianeta, sia per la vita dell'uomo. Gli oceani sono grandi serbatoi d'acqua e costituiscono il nodo più importante nel ciclo dell'acquasulla terra: da essi l'acqua evapora e sale nell'atmosfera per poi cadere a terra sotto forma di precipitazioni, infine torna agli oceani attraverso i fiumi. Gli oceani sono anche enormi serbatoi di calore che assorbono l'energia irradiata dal Sole e la rilasciano lentamente. Per questo motivo sono il più importante fattore di controllo del clima sulla Terra: la loro presenza attenua gli sbalzi di temperatura diurni e stagionali, mantenendo le temperature dell'aria entro valori tollerabili per gli organismi viventi. Possiamo considerarli il nostro termostato planetario. Gli oceani rivestono una grande importanza per la vita dell'uomo. Dalle acqua oceaniche si ricavano infatti grandi quantità di alimenti (pesci, molluschi, crostacei, alghe). Quantità enormi di petrolio e metano sono contenute nei giacimenti sottomarini. 

Nelle acque oceaniche sono disciolte diverse sostanze, sotto forma di sali e gas, la cui presenza è fondamentale per la vita in questi ambienti. Da un litro di acqua di mare si possono estrarre 35 grammi di sali, dei quali il più abbondanti è il cloruro di sodio (il sale da cucina). I principali gas disciolti nelle acque sono il biossido di carbonio, l'ossigeno, l'azoto, il metano ed il solfuro di idrogeno; essi provengono dall'atmosfera e dall'attività degli organismi marini. Tra questi gas il più importante è l'ossigeno, poiché dalla sua concentrazione dipende la sopravvivenza della vita acquatica. La quantità di ossigeno presente nell'acqua dipende dalla temperatura: più l'acqua èfredda, maggiore è la concentrazione di ossigeno. Le acque oceaniche sono in continuo movimento a causa del moto ondoso, delle maree e delle correnti. Tra questi movimenti il più importante è determinato dalle correnti, spostamenti per lunghe distanze di grandi masse d'acqua. Esse sono causate principalmente dai venti dominanti che spirano sulle acque oceaniche (alisei, monsoni) ma anche dalle differenze di densità dell'acqua, causata dalla maggiore o minore salinità o temperatura.


ONDE

La dimensione delle onde dipende molto dall'ampiezza del bacino d'acqua in cui si formano e dalla sorgente che le ha generate. In condizioni normali, nel mare aperto, possono raggiunge i 6 metri di altezza nel Mar Mediterraneo ed i 18 metri di altezza nell'Oceano Atlantico e nell'Oceano Pacifico. Però quando un'onda incontra un ostacolo può innalzarsi e raggiungere altezze incredibili; le onde più alte formate in questo modo possono essere viste nelle tempeste a nord-ovest del Capo di Buona Speranza. Sono state osservate onde dette onde anomale alte da 25 a 30 metri, di cui non si conoscono con precisione né le cause né l'origine e soprattutto sembrano essere imprevedibili.

Le onde sono anche formate dalle correnti marine che determinano la circolazione delle acque nei mari a causa della differente temperatura e salinità delle acque. Le correnti marine possono avere movimenti orizzontali e verticali.
Le onde possono anche formarsi a causa di eventi non comuni come maremoti e terremoti che creano onde chiamate tsunami. Nel primo caso sono anche dette onde di maremoto e nel secondo onde di terremoto. I maremoti possono essere generati sia da terremoti sottomarini che da eruzioni vulcaniche sottomarine.
Anche il distacco di ghiacci dal fronte di ghiacciai che terminano sul mare possono in alcuni casi generare delle onde di notevoli dimensioni. Tipici di questo fenomeno son per esempio i ghiacciai dell'Antartide durante la stagione estiva.


MAREE

 
La marea è un moto periodico di ampie masse d'acqua (oceani, mari, e grandissimi laghi) che si innalzano (flusso, alta marea) eabbassano (riflusso, bassa marea) anche di 10-15 metri con frequenza giornaliera o frazione di giorno (solitamente ca. 6 ore, un quarto di giorno lunare) dovuto principalmente a due fattori:
- all'attrazione gravitazionale esercitata dall'azione combinata luna-sole sulla terra, ma con netta prevalenza della componente luna a causa della sua minore distanza (Legge di gravitazione universale di Newton)
- alla forza centrifuga dovuta alla rotazione del sistema terra-luna intorno al proprio baricentro (spiega l'alta marea sul lato della terra che è opposto alla luna).

L'ampiezza (detta altezza dell'onda di marea, eguale al dislivello tra bassa e alta marea), frequenza e orario delle maree sono legati a fenomeni astronomici (rotazione della coppia terra-luna, vicinanza, inclinazione e passaggio della luna in particolare e del sole secondariamente) e morfologici (superficie della massa d'acqua, forma della costa, differenza di profondità dei fondali). Le maree hanno effetto anche sul livello dei fiumi che sfociano nel mare.


CORRENTI MARINE

Vi sono vari tipi di correnti marine, classificate in base a diversi aspetti:
- processo formativo (correnti di gradiente, correnti di deriva)
- distanza dal fondale (correnti di superficie, di profondità media e abissali)
- temperatura media interna 
- calde: correnti superficiali che vanno dall'Equatore ai Poli.
- fredde: correnti superficiali che vanno dai Poli all'Equatore.
- tipo di flusso 
- orizzontali: correnti che si spostano parallelamente alla superficie.
- verticali: correnti che si spostano perpendicolarmente alla superficie.

Le correnti che vanno dell'Equatore ai Poli trasportano anche aria calda, come la corrente del Golfo. Le correnti che vanno dai Poli all'Equatore mitigano le fasce intertropicali.
Questo tipo di correnti, la cui origine è essenzialmente termoalina (da differenze di temperatura e salinità delle masse d'acqua), non va confuso con le correnti costiere, la cui genesi è dovuta principalmente al vento e al moto ondoso.


CORRENTE DEL GOLFO


La Corrente del Golfo, o Corrente nord-atlantica, è una potente corrente oceanica calda di vitale importanza per la mitigazione del clima nei paesi europei che si affacciano sull'Oceano Atlantico (vedi: Portogallo, Spagna, Francia e soprattutto Irlanda e Gran Bretagna). La sua influenza è sentita fino in Scandinavia. Viene chiamata anche nastro trasportatore.

E' un'enorme corrente che trasporta l'acqua calda del Golfo del Messico attraverso l'Atlantico. Essa poi, quando per ovvie ragioni si raffredda, in prossimità del circolo polare artico, si inabissa. Dopodiché il ciclo ricomincia.

La Corrente del Golfo nasce, come suddetto, nel Golfo del Messico, in cui grandi masse di acqua vengono surriscaldate dall'azione dei raggi solari. Queste tendono a risalire verso nord ma vengono deviate dalla rotazione terrestre.

Via via che il riscaldamento globale farà aumentare la temperatura del pianeta, molti climatologi temono che l’afflusso di grandi quantità di acqua dolce, liberata dal disgelo della coltre glaciale della Groenlandia e di altre regioni boreali, blocchi il cosiddetto “nastro trasportatore” del Nord Atlantico. Un eventuale arresto del nastro trasportatore, o anche soltanto un suo significativo rallentamento, potrebbe raffreddare la regione del Nord Europa anche se le temperature globali continuassero ad aumentare.

Quando il nastro trasportatore è attivo le correnti oceaniche dell’Atlantico ad alta salinità, scorrendo dai tropici verso nordriscaldano i venti dominanti mentre questi spirano verso est (cioè verso l’Europa). Le correnti che trasportano calore, dense per la salinità, diventano ancora più dense quando, risalendo verso nord, cedono calore all’atmosfera. Alla fine, l’acqua salata e fredda diviene abbastanza pesante da affondare in prossimità della Groenlandia. Da qui ritorna verso sud lungo il fondo oceanico, lasciando un vuoto che attira altra acqua calda dalle basse latitudini. Quando la corrente Nord-Atlantica è attiva,condizioni temperate con inverni relativamente miti (rispetto a quelli che si registrano alle stesse latitudini in America)favoriscono una ricca produzione agricola in gran parte dell’Europa. I monsoni stagionali portano acqua ad ampie fasce dell’Africa e dell’Estremo Oriente. L’Asia centrale è umida mentre Antartide e Sud Atlantico sono freddi.

Il nastro trasportatore può rallentare o fermarsi quando nel Nord Atlantico affluisce troppa acqua dolce che diluisce le correnti ad alta salinità provenienti da sud poiché le acque superficiali (indipendentemente dalla loro temperatura) non diventano abbastanza dense da “affondare”.
I venti dominanti in questo modo portano aria fredda verso l’Europa creando condizioni di freddo che possono durare per decenni, fino a quando le acque delle basse latitudini non diventano abbastanza saline da sopraffare quelle più dolci a nord, facendo ripartire il nastro trasportatore con una gigantesca spinta.
Se il nastro trasportatore si fermasse avremmo inverni rigidissimi in Europa e nell’America del Nord mentre avremmo forti siccità in molte parti dell’emisfero australe poiché non vi sarebbero più i monsoni provocati dalle correnti calde risalenti verso nord.

L'analisi dei dati sul clima preistorico ha fornito alcuni indizi che vanno in questa direzione, ma la loro interpretazione è ancora controversa. Ad esempio sembra quasi certo che, circa 11.000 anni fa, la fusione di estesi ghiacciai posti sul Labrador causò il rallentamento della Corrente del Golfo. Una delle conseguenze dell'evento fu il raffreddamento del clima europeo per un periodo approssimativo di 1.000 anni.
L'aggravarsi o l'inizio di nuova era glaciale non è comunque prevedibile con i modelli climatici attuali. Va comunque rimarcato che, in base alle ipotesi più pessimistiche, il clima potrebbe mutare in modo drastico e imprevedibile in pochi decenni. 

La corrente oceanica (o corrente marina) è una massa di acqua marina in movimento rispetto all'acqua che la circonda; massediverse per densità, salinità e temperatura.Le onde sono un moto di superficie delle acque dovute principalmente all'azione del vento; i venti possono farsi sentire, nel mare aperto, fino ad una profondità massima di 150 metri. In questo caso l'onda si forma perché ilvento spinge lo strato d'acqua superficiale, cedendo parte della sua energia, e fornendolo di una velocità superiore allo strato d'acqua sottostante; per attrito ogni strato d'acqua con velocità differente tende a trascinare lo stato sottostante più lento e nel contempo a rallentare, da qui si capisce che se le onde non sono alimentate continuamente sono destinate a dissolversi se prima non incontrano un ostacolo. L'attrito tra il vento e la superficie dell'acqua fa muovere le particelle superficiali di un moto circolatorio. Il mare è una vasta distesa di acqua salata a ridosso dei continenti e connessa con un oceano. Lo stesso termine è alle volte usato per indicarelaghi, normalmente salati, che non hanno sbocchi sull'oceano: esempi sono il Mar Caspio, il Mar Morto ed il Mar di Galilea. Il termine mare è usato anche come sinonimo di oceano quando esprime un concetto generico, per esempio quando si parla dei mari tropicali o dell'acqua marina riferendosi a quella oceanica in generale (fonte livemeteo).

Venti


SCALA BEAUFORT DELLA FORZA DEL VENTO.

La scala di Beaufort è una misura empirica dell'intensità del vento basata sullo stato del mare (ci si riferisce al mare aperto) o le condizioni delle onde. Il suo nome completo è Scala Beaufort della forza del vento.
Anche se la velocità del vento può essere misurata con buona precisione mediante un anemometro, che esprime un valore in nodi o in chilometri all'ora, un marinaio dovrebbe saper stimare questa velocità già con la sola osservazione degli effetti del vento sull'ambiente.
Il merito di avere immaginato, nel 1805, una scala contenente dei criteri relativamente precisi per quantificare il vento in mare e permettere in tal modo la diffusione di informazioni affidabili e universalmente comprese sulle condizioni di navigazione si deve all'ammiraglio britannico Francis Beaufort (1774 - 1857). Questo sistema di valutazione ha validità internazionale dall'1 gennaio 1949.
Un grado Beaufort corrisponde alla velocità media di un vento di dieci minuti di durata. Di conseguenza, benché spesso usata, un'espressione come, ad esempio, "un vento di 4 Beaufort con raffiche di 6", è scorretta.
Altri criteri furono poi aggiunti alla scala Beaufort per estendere la sua applicazione a terra.

scala dei venti


ROSA DEI VENTI

La rosa dei venti più semplice è quella a 4 punte formata dai soli quattro punti cardinali:
Nord (N 0°) anche detto settentrione o mezzanotte e dal quale spira il vento detto tramontana
Sud (S 180°) anche detto meridione e dal quale spira il vento detto mezzogiorno oppure ostro
Est (E 90°) anche detto oriente o levante e dal quale spira il vento detto levante
Ovest (W 270°) anche detto occidente o ponente e dal quale spira il vento detto ponente

Tra i quattro punti cardinali principali si possono fissare 4 punti intermedi:
Nord-Ovest (NW 315°), dal quale spira il vento di maestrale (carnasein)
Nord-Est (NE 45°), dal quale spira il vento di grecale
Sud-Est (SE 135°), dal quale spira il vento di scirocco (garbino umido)
Sud-Ovest (SW 225°), dal quale spira il vento di libeccio (garbino secco)
Questi quattro uniti ai quattro punti cardinali formano la rosa dei venti a 8 punte.

I nomi delle direzioni NE, SE, SO e NO derivano dal fatto che la rosa dei venti veniva raffigurata, nelle prime rappresentazioni cartografiche del Mediterraneo, al centro del Mar Ionio oppure vicino all'isola di Zante. In quella posizione, a NE, approssimativamente, c'è la Grecia, da cui il nome grecale per la direzione NE-SO; a SE vi è la Siria, da cui il nome scirocco per la direzione SE-NO; a SO vi è la Libia, da cui il nome libeccio per la direzione SO-NE. Infine per la direzione NO-SE il nome Maestrale discende da magister, cioè la direzione da Roma o Venezia, la via maestra dal porto di origine.

Tra gli otto punti sopra individuati è possibile indicarne altri otto ottenendo così una rosa dei venti a 16 punte.
I nuovi otto punti sono in senso orario: Nord-Nord-Est (NNE), Est-Nord-Est (ENE), Est-Sud-Est (ESE), Sud-Sud-Est (SSE), Sud-Sud-Ovest (SSW), Ovest-Sud-Ovest (WSW), Ovest-Nord-Ovest (WNW) e Nord-Nord-Ovest (NNW).

Un tempo, in Italia, le rappresentazioni cartografiche comprendevano una rosa dei venti che indicava i punti cardinali. Oggi si è solito indicare i quattro punti cardinali e le direzioni componenti con (in senso orario da Nord): N, NE, E, SE, S, SO o SW, O o W, NO o NW; allora con le diciture Tr (Tramontana), G (Greco), + (una croce indicava il Levante), S (Scirocco), O (Ostro), L (Libeccio), P (Ponente), M (Maestro).


FAVONIO - FOHN - STAU


Il favonio (dal latino favonius da favere, far crescere), in tedesco Föhn, è un vento che si presenta quando una corrente è costretta a superare una catena montuosa. A titolo informativo, più che di vento, si dovrebbe parlare di effetto (effetto favonico).
Quando la corrente sale verso l'alto, l'aria si espande e si raffredda causando la condensazione del vapore acqueo e talvolta notevoli precipitazioni. A causa del calore latente emesso dalla condensazione dell'acqua, l'aria si raffredda relativamente lentamente lungo la salita (secondo il gradiente adiabatico saturo, cioè di circa 5 °C ogni 1000 metri). L'aria poi supera la cresta, scende verso il basso sul versante opposto sottovento e si scalda per effetto della compressione adiabatica (secondo il gradiente adiabatico secco, cioè di circa 10°C), diventando calda e secca e causando giornate soleggiate.
Per l'esattezza il riscaldamento in gradi rispetto alla temperatura di partenza, è dato dalla differenza di quota (in migliaia di metri) dalla base delle nubi nel lato sopravento alla cresta, moltiplicato per 5, quindi se l'aria parte dalla pianura a 5 °C, salendo a 1000 m si condensa (a -5 °C) a 3000 m supera la cresta (a -15 °C) e raggiunge la pianura al livello del mare dall'altro lato a 15 °C, (2 mila metri per 5 gradi + 5 °C di partenza). Inoltre a causa della rapidità con cui il vento raggiunge la pianura, spesso si verifica anche un aumento di pressione che aumenta ulteriormente la temperatura.
Il Föhn può causare un aumento delle temperature anche di 30 °C in poche ore. Per questo motivo è detto anche "mangianeve", perché fa fondere rapidamente la neve a causa dell'effetto congiunto dell'innalzamento termico e della bassa umidità. L'effetto del Föhn è più forte se è generato da venti meridionali (perché il vento è già caldo), quindi è molto forte in Germania, meno forte in Piemonte e debole in Lombardia e Veneto.

Il nome "Föhn" si riferisce in realtà solamente al vento caldo e secco discendente. Dal versante sopravento si ha lo Stau, un vento umido ascendente che porta pioggia, neve e nubi.
Lo Stau è un vento caratteristico delle Alpi. Quando un vento umido e generalmente freddo risale una catena montuosa si raffredda e l'umidità dell'aria condensa, generando condizioni di generale brutto tempo, pioggia e neve. Al di la' della catena montuosa si ha un vento secco e caldo detto Föhn. Il fronte di nubi che si forma lungo la cresta è detto muro del Föhn.


CORRENTI A GETTO (JET STREAMS)


Una corrente a getto (in inglese jet stream) è un flusso d'aria di sezione relativamente piccola, che fluisce velocemente; si forma nell'atmosfera terrestre alla quota di circa 11 km dalla superficie, appena sotto la tropopausa, in genere ai confini tra masse d'aria adiacenti con significative differenze di temperatura, come quella della regione polare e dell'aria più calda a sud.

Le principali correnti a getto sono venti zonali che fluiscono da Ovest verso Est sia nell'emisfero boreale che australe; questo è dovuto alla forza di Coriolis causata dalla rotazione della Terra. I percorsi dei flussi d'aria mostrano delle tipiche forme a meandro, e queste forme stesse si propagano verso Est, a velocità minore dell'effettivo vento al loro interno.
Ci sono due principali correnti a getto alle latitudini polari, in entrambi gli emisferi, e due correnti minori subtropicali, più vicine all'equatore. Nell'emisfero boreale le correnti polari caratterizzano principalmente le latitudini comprese fra i 30° N e i 70° N mentre quelle subtropicali si trovano alle latitudini comprese fra i 20° N e i 50° N. C'è anche la corrente a getto equatoriale orientale, che è presente durante l'estate boreale tra i 10° N e i 20° N.

La velocità del vento varia con il gradiente termico, in media 55 km/h in estate e 120 km/h in inverno, sebbene siano conosciute velocità superiori ai 400 km/h. Tecnicamente la velocità del vento deve essere più alta di 90 km/h per essere chiamata corrente a getto.
A una corrente a getto è associato il fenomeno conosciuto come turbolenza in aria limpida (Clear Air Turbulence, CAT), che è il risultato di turbolenze di grandi masse d'aria, causate dal wind shear verticale e orizzontale connesso alla corrente stessa. La turbolenza è più forte sul lato freddo del flusso, di solito vicina o appena sotto l'asse del flusso stesso.

Individuare le correnti a getto è estremamente importante per le linee aeree. Negli Stati Uniti e in Canada, per esempio, la durata di un volo per volare verso Est attraverso il continente può essere diminuita di 30 minuti se un aeroplano riesce a volare con la corrente a getto, o aumentata in egual misura se si deve volare contro corrente. Sui voli intercontinentali, la differenza è ancora più grande, ed è spesso più veloce e più economico viaggiare verso oriente lungo la corrente piuttosto che prendere una via più corta contro corrente tra due punti ben separati sull'emisfero terrestre.

I meteorologi ora tendono a ritenere che il percorso delle correnti a getto modifichi i sistemi ciclonici ai bassi livelli nell'atmosfera e quindi la conoscenza dei loro percorsi è divenuta un fattore chiave delle previsioni meteorologiche. Le correnti a getto giocano un ruolo fondamentale nella creazione delle supercelle, i sistemi di temporali che creano i tornado (fonte livemeteo).

I tipi di Venti

TRAMONTANA ( da Nord ):
E' un vento molto freddo che di solito porta tempo asciutto, cielo sereno e visibilità ottima.
Le sue caratteristiche fisiche sono dovute ai luoghi di origine e di transito, infatti, proviene da regioni a basse latitudini quindi più fredde delle nostre e non attraversano mari rimanendo così con tassi di umidità molto bassi che favoriscono appunto la visibilità.

IL GRECALE ( da Nord Est ) :
E' un vento freddo e intenso caratteristico della stagione fredda.
Può essere generato dalla presenza di un'area anticiclonica situata nell'Europa nord orientale e una ciclonica sul Mediterraneo.
In altri casi può essere generato da una espansione dell'anticiclone Russo.
Spesso questo vento viene associato ai venti di bora.

LEVANTE ( da Est );
E' un vento che, come dice il nome, spira da Est ed è tipicamente estivo.
Lungo le regioni tirreniche, si manifesta durante le prime ore del mattino per via della brezza che orienta il vento in tale direzione.
La sua influenza è sentita sul Tirreno e sull'Adriatico centro-meridionale.
A volte il levante può preannunciare l'arrivo di una perturbazione.

LO SCIROCCO ( da Sud Est ) :
E' un vento che proviene dal continente africano per cui risulta essere molto caldo e secco.
Durante il suo percorso verso l'Italia sul mare però, viste le sue caratteristiche fisiche, tende molto facilmente ad acquistare umidità ed è per questo che da noi giunge caldo e umido.
Può essere generato da una zona depressionaria posta sul nord Africa che appunto fa si che i venti spirino da sud est sull'Italia.
E' un vento molto temuto nella stagione estiva perché rende le giornate molto calde e afose.

MEZZOGIORNO - OSTRO ( da Sud ):
E' un vento meridionale debolissimo che ha un azione scarsamente sentita nei mari italiani.

IL LIBECCIO ( da Sud Ovest ) :
Il libeccio è un vento umido, molto rafficoso e violento che proviene da Sud Ovest.
E' molto temuto per gli effetti che può provocare, infatti spesso genera forti mareggiate, condizioni di burrasca e piogge molto intense.
Si può formare dallo scontro fra un fronte freddo proveniente da una depressione posta sul centro Europa e aria calda e umida proveniente da una zona anticiclonica posta più a sud.
Queste condizioni determinano una spiccata instabilità alla massa d'aria in questione, favorendo appunto gli effetti suddetti. Teniamo anche presente che è facile che si verifichi tutto ciò anche nei mesi estivi.

PONENTE ( da Ovest ):
E' un vento che, come dice il nome, spira da Ovest ed è tipicamente estivo.
Nei periodi molto caldi si instaurano lungo i litorali venti locali di brezza dovuti alla differenza termica fra terra e mare che sono deboli e in rotazione in senso orario durante le 24 ore. 
Lungo le regioni tirreniche, durante le ore pomeridiane la brezza di mare orienta il vento in tale direzione apportando gradita aria fresca dal mare.
La sua influenza è sentita sul Tirreno e sull'Adriatico centro-meridionale.

IL MAESTRALE ( da Nord Ovest ) :
E' uno dei venti più intensi che interessano l'Italia.
Le condizioni in cui esso si può verificare sono diverse ma tutte comunque derivano dalla discesa di aria fredda di origine polare che scende verso le basse latitudini.
L'aria polare, lungo la sua discesa si scontra con aria più calda e umida proveniente dall'Oceano Atlantico, generando maltempo specialmente nelle regioni francesi.
I venti acquistano velocità quando si scontrano e si incuneano sui rilievi tra la Francia e la Spagna ( I Pirenei ) e poi si dirigono verso l'Italia.
A seguito dello scontro con le Alpi mantengono o esaltano ancora di più la loro velocità, e aggirandole poi da Ovest si dirigono sulla penisola in direzione Sud Est.
Anche se lungo il tragitto hanno perso gran parte della quantità di precipitazioni, nel passaggio sul Mediterraneo riacquistano parte dell'umidità perduta che poi verrà scaricata lungo la penisola con piogge anche di una certa entità e appunto vento forte da Nord Ovest.

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